Pezzi di ricordi ripescati da chissà dove.

Io appartengo a una stirpe nota per vigore di fantasia e ardore di passione. Gli uomini mi hanno chiamato pazzo; ma ancora non è risolta la questione se la pazzia sia o non sia l'intelligenza più elevata, se molto di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo, non scaturisca da una malattia del pensiero, da umori della mente esaltati a spese dell'intelletto generale.

Coloro che sognano a occhi aperti avvertono molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte. Nelle loro grigie visioni essi afferrano squarci d'eternità, e svegliandosi vibrano intimamente allo scoprire di essere stati sul limitare del gran segreto.

A tratti, imparano qualcosa della sapienza che riguarda il bene, e qualcosa di più sulla pura conoscenza del male. Penetrano, benché senza bussola e timone, nel vasto oceano della ' luce ineffabile ' e ancora, come gli avventurieri del geografo nubiano, "agressi sunt mare tenebrarum, quid in eo esset exploraturi".


Correvo persa nel paese del balocchi...

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sabato 19 giugno 2010

Pensiero sconnesso n.6

E' possibile immaginare la fragilità di una farfalla che vola intorno ad un uragano?

E’ possibile immaginare il suono che fa quella dolce polverina fatata quando tocca silenziosamente il terreno, in mezzo a un mondo che fa troppo rumore?

E’ possibile immaginare la fragilità di quelle ali, lacerate sotto il peso impetuoso della vita?

E’ possibile immaginare il silenzio che ti spacca i timpani?

E’ possibile immaginare, se lo vuoi, puoi immaginare tutto, ma il dolore cambierà sempre.

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